"Etica e tecnologia" lectio magistralis in Sogei del teologo Paolo Benanti

 

L'intelligenza artificiale e l'etica della tecnologia, questo il tema al centro della Lectio Magistralis del prof. Paolo Benanti, francescano, docente di teologia morale ed etica delle tecnologie alla Pontificia Università Gregoriana e accademico della Pontificia Accademia per la Vita, che ha avuto luogo il 14 maggio scorso nel campus Sogei.

L'incontro, cui ha partecipato il management dell'Azienda, si è aperto con il saluto di benvenuto dell'AD, Andrea Quacivi, il quale ha evidenziato come, in un mondo in cui le tecnologie abilitano azioni, scenari e scelte prima impraticabili, la conferenza rappresentasse una importante occasione per comprendere il senso e il valore dell'etica proprio in relazione alla strategicità della missione della Azienda nel contesto della gestione dei dati di tutti gli italiani.

Padre Benanti  ha aperto la sua lezione spiegando come la AI (Artificial Intelligence) rappresenti una nuova frontiera nell'evoluzione dell'uomo, una tecnologia che non conduce a realizzare cose nuove ma, semplicemente, a farle in modo diverso, più veloce. "La posizione dell'uomo rispetto a questa tecnologia è centrale - ha sottolineato il professore - e tale posizione deve essere "di correlazione" o completamento e non "di competitività", nel senso che la AI può dare supporto all'uomo ma non può sostituirsi a lui né autodeterminarsi consapevolmente perché la consapevolezza è una qualità umana. Tutto ciò nonostante una certa disattenzione ai temi valoriali espressa a volte da alcuni sviluppi, maggiormente orientati ai risultati e poco inclini a comprendere i "perché" profondi e gli impatti che l'agire delle macchine pensanti hanno sull'uomo". Etica e tecnologia, dunque, devono essere pensate per istruite a favore di una intelligenza artificiale che conduca ad uno sviluppo autentico, nel senso che il progresso deve essere legato allo sviluppo mediante valori etici per cui - ha detto Benanti - servono nuovi criteri,  categorie e linguaggi.

I valori etici devono essere trasformati in qualcosa che la macchina possa capire e, a questo proposito, Benanti ha citato l'algor-etica come la metodologia che raccoglie tavole di valori, principi e norme da tradurre in linguaggio-macchina. "Insinuare" all'interno della macchina una sorta di incertezza dal punto di vista algor-etico - ha evidenziato - significa che di fronte a un dubbio la macchina interpellerà l'uomo e sempre e solo insieme all'uomo sarà individuata la soluzione migliore.

Fabrizio Rauso, Direttore People, Organization & Digital Transformation, dopo aver dato spazio ad alcune domande da parte della platea, ha chiuso l'evento ringraziando padre Benanti per il suo prezioso contributo. 

 

17/05/2019