Fiscalità internazionale

 

Contesto

La Cooperazione Internazionale in ambito fiscale è disciplinata da norme di diritto internazionale, da atti comunitari nonché da accordi tra le Amministrazioni fiscali.

La reciproca assistenza fra le autorità competenti degli Stati esteri si realizza, sempre più, attraverso lo scambio d'informazioni fiscali, patrimoniali e, negli ultimi anni, anche di natura finanziaria.

Oggi il presidio di questi scambi è considerato strategico ed è percepito come una necessità per il corretto funzionamento dei sistemi fiscali nazionali. Del resto la mobilità dei contribuenti e dei capitali, il numero di operazioni transfrontaliere, la delocalizzazione delle attività produttive, le diverse forme di commercio elettronico e l'internazionalizzazione degli strumenti finanziari, rendono indispensabile questa condivisione di informazioni per far fronte alle diverse forme di evasione ed elusione fiscale che hanno sempre più assunto una connotazione internazionale.

Come si esplica

Da un punto di vista tecnico, la consapevolezza dell'importanza di questo settore ha portato all'adozione di un approccio integrato nella realizzazione degli strumenti informatici ottimizzando lo scambio di informazioni a tutti i livelli.

La stretta collaborazione tra Sogei e l'Agenzia delle Entrate, permette una gestione dei processi centralizzata nonché una stretta cooperazione con le strutture tecnico/informatiche della Commissione europea anche attraverso l'utilizzo di strutture tecnologiche consolidate proprie dell'Agenzia.

MOSS (Mini One Stop Shop)

Dal 1° aprile 2015, gli operatori economici che prestano servizi di telecomunicazione, teleradiodiffusione ed elettronici a consumatori privati europei (B2C) e che hanno aderito al regime semplificato IVA europea, possono compilare la dichiarazione, versare l'IVA ed inviare queste informazioni agli altri Stati membri dell'Unione Europea in cui è dovuta, tramite lo sportello unico Mini One Stop Shop (MOSS).

Dall'1 gennaio 2015, infatti, in applicazione della direttiva 2008/8/CE, le prestazioni di servizi che rientrano nelle fattispecie previste dalla norma comunitaria e rese a consumatori privati sono tassate nello Stato membro del consumatore finale (Stato membro di consumo).
 
Al fine di ridurre l'onere per i soggetti passivi derivante dalla necessità di adempiere agli obblighi IVA in ciascuno Stato membro di consumo, la direttiva ha previsto la realizzazione (per ogni Stato membro) di un portale web (MOSS) per consentire alle imprese, in via facoltativa, di effettuare tutti gli adempimenti (dichiarazione trimestrale, versamento dell'IVA dovuta) esclusivamente nello Stato membro (Stato membro di identificazione) in cui sono "stabilite" (cosiddetto Regime UE) o "identificate" (cosiddetto Regime non UE).
 
E' poi compito di ogni singolo Stato membro inoltrare agli altri Stati membri le informazioni contabili utilizzando la rete di comunicazione comunitaria (CCN/CSI - Common Communication Network/Common System Interface) e versare agli Stati membri di Consumo l'IVA corrisposta dal contribuente.

Come ausilio agli Uffici dell'Agenzia delle Entrate abbiamo realizzato un applicativo web, destinato alla consultazione delle registrazioni, alla visualizzazione delle dichiarazioni IVA, al controllo delle stesse dichiarazioni al fine di convalidare eventuali rimborsi o di richiedere integrazioni in caso di  versamenti insufficienti.

Attraverso  ulteriori Direttive e Regolamenti il MOSS verrà ottimizzato per le piccole e medie imprese (PMI) e ampliato, a partire dal 2021, estendendo lo sportello unico alle forniture transfrontaliere di beni e altri servizi sempre in relazione agli scambi B2C (OSS - One Stop Shop).

 

Direttiva 2011/16/UE (DAC - Directive Administrative Cooperation - 1)

Dal 2015 è stato reso operativo lo scambio dati tra i Paesi membri stabilito dalla Direttiva 2011/16/UE (DAC1).

Lo scambio automatico prevede che ogni autorità nazionale invii all'autorità competente di qualsiasi altro Stato membro i dati riguardanti i residenti in uno qualsiasi degli Stati membri relativamente alle seguenti categorie di informazioni:
redditi da lavoro dipendente, compensi per dirigenti, prodotti di assicurazione sulla vita, pensioni, proprietà e redditi immobiliari.

Le informazioni relative a tali categorie di reddito sono scambiate annualmente tramite file in formato XML e la comunicazione ha luogo utilizzando la rete comunitaria CCN/CSI.

Foreign Account Tax Compliance Act (FATCA)

Dal 2015 è attivo lo scambio di informazioni FATCA con il fisco statunitense (IRS: Internal Revenue Service) previsto dalla normativa adottata dagli Stati Uniti nel 2010 con l'obiettivo di colpire l'evasione fiscale da parte di investitori statunitensi che si avvalgono di società off-shore per occultare i propri redditi.

Questa normativa prevede il coinvolgimento di banche, istituzioni finanziarie, broker e compagnie di assicurazione straniere, al fine di identificare eventuali cittadini statunitensi tra i loro clienti e consegnare le informazioni sui loro conti al fisco statunitense. Al fine di ridurre gli oneri a carico degli istituti finanziari, gli USA hanno previsto la possibilità di gestire il rapporto con gli Istituti finanziari attraverso la mediazione delle autorità fiscali sotto la cui giurisdizione esse ricadono.

Nel 2014 l'Italia ha firmato con gli Usa l'Accordo Intergovernativo per l'implementazione della normativa FATCA ("IGA - InterGovernmental Agreements - Italia"). Pertanto, in Italia le istituzioni finanziarie inviano i dati dei cittadini statunitensi individuati dai loro processi di due diligence attraverso il sistema SID (Sistema di Interscambio flussi Dati) dell'Agenzia delle Entrate.

Direttiva 2014/107/UE (DAC - Directive Administrative Cooperation 2) e CRS (Common Reporting Standard)

Il CRS è il primo standard globale per lo scambio automatico d'informazioni tra gli Stati: nasce in ambito OCSE, su mandato del G20, al fine di conseguire maggiore trasparenza a livello fiscale facilitando lo scambio automatico di informazioni tra le autorità fiscali dei singoli Stati aderenti.

In base agli accordi OCSE/CRS e alla Direttiva comunitaria 2014/107/UE (DAC2) lo scambio automatico di informazioni finanziarie CRS/DAC2 prevede l'invio dei dati dei rapporti finanziari detenuti da cittadini stranieri di questi Paesi presso le istituzioni finanziarie italiane. Analogamente, in Italia, riceviamo i dati dei rapporti finanziari inerenti ai cittadini italiani dai Paesi che aderiscono alla normativa. Grazie a tale scambio informativo, iniziato nel 2016, si è configurata la definitiva caduta del "segreto bancario" a livello mondiale.

Da un punto di vista tecnico è stata necessaria una stretta collaborazione con i servizi tecnici/informatici della Commissione europea e quelli del Segretariato dell'OCSE per la definizione dei tracciati XML e per la definizione delle regole tecniche dello scambio.

Per la ricezione delle informazioni finanziarie CRS/DAC2 dagli Stati esteri, relative a soggetti italiani, vengono utilizzati due canali trasmissivi. In ambito europeo (DAC2), i file vengono scambiati attraverso la rete comunitaria CCN/CSI protetta e criptata mentre, in ambito extra-UE (CRS), i dati sono scambiati utilizzando la piattaforma predisposta dalla Commissione europea che consente il collegamento tra rete CCN/CSI e il CTS (Common Transmission System) implementato dall'OCSE.

In questo caso i dati sono firmati dallo Stato inviante con la propria chiave privata e criptati con la chiave pubblica dello Stato ricevente. Lo Stato ricevente, dopo aver verificato la firma mediante la chiave pubblica dello Stato inviante, scaricabile dal portale protetto del CTS, a sua volta decripta il dato attraverso la propria chiave privata.

Direttiva 2015/2376/UE (DAC - Directive Administrative Cooperation - 3) e ETR (Exchange Tax Rulings) - BEPS Action 5

I tax ruling costituiscono uno strumento di collaborazione tra le amministrazioni fiscali e i contribuenti e riescono a mitigare le difficoltà che le imprese affrontano con la globalizzazione. In alcuni casi, l'utilizzo distorto di tali procedure consente, però, alle multinazionali un trasferimento della propria base imponibile verso gli Stati con regimi fiscali più favorevoli.

Per arginare questi fenomeni, l'OCSE, in collaborazione con Unione Europea, ha predisposto uno Schema XML (ETR) con una struttura comune a quella prevista dalla normativa DAC3 per consentire lo scambio di informazioni.

A livello europeo le informazioni degli Stati membri confluiscono in una banca dati predisposta dalla Commissione europea (Secure Central Directory).

DIRETTIVA 2016/881/UE (DAC - Directive Administrative Cooperation - 4) E CBCR (Country by Country reporting) - BEPS Action 13

La Rendicontazione Paese per Paese da parte delle multinazionali (CbCr) è uno dei capisaldi del progetto BEPS dell'OCSE e prevede che i grandi gruppi internazionali con ricavi superiori a 750 milioni di euro predispongano una relazione annuale, per ogni paese in cui operano, contenente tutte le informazioni utili a definirne il raggio d'azione: fatturato, utili, tasse pagate, numero di dipendenti, etc.

Le informazioni raccolte e standardizzate con l'adozione di un unico schema XML, sono oggetto di scambio tra le autorità fiscali aderenti alla UE o all'OCSE in cui la multinazionale opera.

In Italia la raccolta dei dati dalle multinazionali è avvenuta attraverso i servizi telematici dell'Agenzia Entrate.

Le informazioni sono state oggetto di scambio tra gli Stati: in ambito europeo (DAC4), i messaggi sono stati scambiati attraverso la rete comunitaria CCN/CSI protetta e criptata mentre, in ambito extra-UE (CbCr), è stato utilizzata la piattaforma predisposta dalla Commissione europea che consente il collegamento tra rete CCN/CSI e il CTS.

 

I governi appartenenti al G20 (forum dei ministri delle finanze e dei governatori delle banche centrali composto da 20 paesi tra i più industrializzati al mondo) hanno dato mandato all'OCSE, nel 2013, di proporre una nuova strategia comune per combattere, su base mondiale, l'evasione/elusione fiscale. Le nuove regole hanno l'obiettivo di contrastare l'erosione della base imponibile (base erosion) e il trasferimento artificiale di utili (profit shifting) arginando le consistenti fuoriuscite di capitali verso quei paesi che offrono una fiscalità privilegiata o, nei casi più estremi, verso i paradisi fiscali. Sulla base di quest'input è stato avviato dall'OCSE il progetto BEPS che prevede 15 linee di azione (actions) che si basano su tre pilastri fondamentali: maggiore coerenza nelle norme nazionali inerenti alle attività transfrontaliere; rafforzamento dei requisiti sostanziali nella legislazione internazionale congiuntamente ad una maggiore trasparenza; adozione di misure dirette a rafforzare il rapporto fiduciario con le imprese che non adottano schemi di pianificazione fiscale aggressivi.

INDACO - INformazioni DA COntribuenti residenti all'estero

La grande mole di informazioni che gli Stati esteri inviano all'Agenzia delle Entrate, relativamente a contribuenti italiani aventi redditi o proprietà all'estero ovvero operanti transazioni economiche all'estero, deve essere gestita in modo ottimizzato.

Consolidate le attività di monitoraggio degli scambi che comprendono anche l'eventuale gestione dei flussi correttivi innescati dallo Stato inviante o su segnalazione dello Stato ricevente, i dati sono sottoposti a processi automatici di validazione e di verifica.

A completamento del processo di gestione delle informazioni, è stato realizzato un repository integrato di dati fiscali e finanziari di fonte estera denominato INDACO organizzato attorno ai dati di identificazione anagrafica del soggetto fiscale italiano.

Questa banca dati è stata progettata in modo da poter erogare servizi alle diverse componenti del sistema informativo della fiscalità con l'obiettivo di ampliare la conoscenza dei comportamenti fiscali dei contribuenti italiani nei confronti dei diversi strumenti finanziari e fiscali disponibili all'estero.

Le informazioni reddituali e finanziarie estere relative ai soggetti italiani potranno essere utilizzate in ambito nazionale sia per la lotta all'evasione ed elusione offshore che per incentivare la tax compliance nazionale.

Attività di supporto per l'Agenzia delle Entrate

Forniamo supporto all'Agenzia delle entrate per iseguenti gruppi di lavoro internazionali:

  • WG ACDT (Work Group on Administrative Cooperation in the field of Direct Taxation) e SG AEOI (Sub-Group - Automatic Exchange Of Information) relativi allo scambio dati in ambito imposte dirette. Tali gruppi di lavoro, coordinati dalla Commissione europea, hanno per obiettivo la definizione ed il monitoraggio delle procedure amministrative e tecniche necessarie a porre in essere gli scambi automatici di informazioni europei (DAC1, DAC2, DAC3 e DAC4);
  • SCAC-IT (SCIT) (Sub-Committee Administrative Cooperation- Information Technology) relativi allo scambio dati in ambito IVA;
  • gruppi di lavoro in ambito OCSE in relazione alle attività connesse allo scambio automatico di informazioni e al gruppo di lavoro AEOI (Automatic Exchange Of Information) istituito dal Global Forum sulla trasparenza fiscale.